Il castello di Barolo

Un piccolo borgo di Langa, un castello dalla storia millenaria e un museo internazionale dedicato al mondo enologico. In poche parole, Barolo.

Il castello è di antiche origini – i primi corpo risale al X secolo – il castello ha subito nel corso del tempo diverse trasformazioni. Da presidio di difesa a residenza nobiliare di campagna, a collegio di religiosi: ogni nuovo adattamento ha lasciato qualche traccia e nelle sale del grande edificio.Del castello colpisce soprattutto la mole, che sovrasta e quasi schiaccia il paese con la sua imponenza, immagine tangibile del potere dei signori dei luoghi.

Nel 1970, dopo un periodo di abbandono, il castello è acquistato dal Comune di Barolo grazie ad una sottoscrizione cui aderirono generosamente cittadini, aziende locali ed ex-allievi del Collegio. I successivi lavori di risanamento e restauro sostenuti dal Comune, dalla Provincia di Cuneo e dalla Regione Piemonte, permettono di aprire ai visitatori alcune sale, con l’aiuto di alcuni volontari.

All’interno si possono ancora vedere le stanze con gli arredi d’epoca della marchesa Giulia Colbert, il salone degli stemmi, la biblioteca con il ricordo di Silvio Pellico, il patriota che, reduce dalle prigioni dello Spielberg, qui prestò la sua opera come segretario e bibliotecario per quasi vent’anni, legato da un vincolo di amicizia ai proprietari.

Ai piani superiori è ospitato il museo etnografico-enologico del Barolo, un’esposizione di antichi attrezzi viticoli ed enologici in uso nella zona, a documentazione della vita e del lavoro dei vignaioli nelle Langhe; in altre sale, una collezione di cristalli da vino e di vecchie fotografie del paese.

Nelle cantine, proprio dove fu battezzato il primo Barolo, ha sede l’Enoteca Regionale nelle antiche cantine marchionali, propone un’ampia vetrina della produzione vinicola degli undici Comuni che costituiscono la zona di origine del famoso “re dei vini”. Qui il barolo si fa colore, profumi e sapore..

Dal 2010 ospita il Museo del vino WiMu.