Il Barolo e suoi segreti.

Il Barolo è un vino di classe del nostro Territorio e delle nostre splendide colline ecco cosa lo rende un vino così pregiato e conosciuto:

Cosa trasforma un semplice vino in uno di alta qualità?

Il tempo, mutare del clima, la grande varietà delle interpretazioni dei produttori, regalano agli appassionati di vino un ventaglio di assaggi differenti, emozioni sempre nuove e stimolanti. La longevità è frutto di una serie di parametri: la qualità dell’uva di partenza, l’impronta del territorio, il clima che rende irripetibile ogni annata, e naturalmente l’uomo che interviene per realizzare il vino, utilizzando specifiche tecniche enologiche in vigna e in cantina.

Tra i vini più longevi italiani c’è il Barolo, il grande rosso piemontese da uve Nebbiolo.
Alla metà degli anni Quaranta fino alla fine degli anni Settanta; erano pochi vini e pochi produttori, da contare sulle dita di una mano, e avevano realizzato straordinari Baroli, magari scontrosi in gioventù ma risolti e complessi nella maturità. Nel presente, un esempio di potenziale d’invecchiamento sono i Baroli 2013.

Come si apre un vino d’annata?
Con cura, ovviamente,  che parte dalla conservazione in cantina: lasciarli riposare al buio, in un ambiente fresco e con la bottiglia coricata. Va prelevata e trasportata con un cestino che ne mantiene la posizione orizzontale, per non smuovere eventuali sedimenti del vino. Grande attenzione al tappo che nel tempo deve mantenere il contatto con il vino, e dopo tanti anni può aver ceduto. Oltre al classico cavatappi ci sono alcuni strumenti d’aiuto, va estratto il più delicatamente possibile per evitare rotture. Se accade, si filtra il vino con un imbuto/ colino travasandolo in un decanter, il contenitore che si utilizza per ossigenare il vino.

Quali sono i bicchieri giusti?
Ogni bottiglia è un mondo a sé, e solo dopo l’assaggio andrebbe scelto il bicchiere adatto. Inutile mettere un Barolo dai profumi eleganti e sottili in un bicchiere dalle grandi capacità, si opta spesso per uno di media ampiezza. Se invece il vino svela una ricchezza olfattiva lo si propone in un calice più panciuto, che ne permetta la dovuta ossigenazione.

Cosa altro fare per apprezzare al meglio questi vini?
Un altro fattore fondamentale, soprattutto per questi vini rari e particolari, è la temperatura di servizio. I grandi rossi nel pieno della maturità necessitano in genere di una temperatura tra i 16 e i 18 gradi. Dopo l’assaggio iniziale si esclude qualsiasi problema del vino (una bottiglia non perfetta non viene mai servita).Dopo anni, tra le molte variabili, c’é un’unica certezza: il Barolo sa invecchiare molto bene.