Barolo: modernisti e tradizionalisti

Sono limitati i comuni dove è possibile produrre Barolo e che è bene che ogni appassionato di grandi vini conosca a memoria: Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d’Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d’Alba, Novello, Serralunga d’Alba e Verduno.

Il Barolo non è un vino che può essere bevuto giovane, se l’annata messa in commercio risulta subito gradevole e rotonda allora significa che è stata un’annata molto calda e con ogni probabilità quel vino non potrà ambire ad un invecchiamento decennale. Con il “re dei vini” non ci sono compromessi, il lungo affinamento, prima in legno e poi in bottiglia è la strada per raggiungere l’eccellenza: lo sviluppo di quegli aromi terziari così raffinati e pungenti che caratterizzano la maturità del Barolo.

La sua grande carica polifenolica ha sempre imposto un lunghissimo affinamento in botte grande per poter sviluppare tutto il suo potenziale, ma ormai è arcinota la scissione dei modernisti, che hanno iniziato a produrre Barolo riducendo il tempo di macerazione e introducendo l’affinamento in barrique. Molti produttori giustamente lamentavano la difficoltà di una lavorazione certosina, proiettata in un futuro lontano e spesso incerto, per produrre vini in ogni caso di non facile approccio, tuttavia nel processo si rischia di sacrificare qualcosa. Non vi resta che sperimentare, stappate, stappate e diteci quali sono le vostre bottiglie preferite!